L’ultima eroica resistenza di un Paleologo contro gli ottomani: Peloponneso/Morea alla fine del medioevo

Translated by Mr Martino DeMarco, a patrioti who runs FB page Greece,Italy & Magna Grecia

Billy Cotsis ci porta per un viaggio storico e culturale nella fiorente Morea, luogo dell’eroica resistenza del generale Graitza,s del Salmenikò e del Mani.

Nel periodo 1430 – 1444,  l’intero Peloponneso era virtualmente sotto il controllo del despota. I nuovi governanti erano fratelli, Costantino, Demetrio e Tommaso Paleologo.

Costantino era stato il più attivo. A lui va il merito di aver preso Patrasso e di aver costruito il muro Hexamilion  (sei miglia) lungo l’istmo di Corinto. Questo fece infuriare il sultano Murad che attaccò e distrusse l’Hexamilion nel dicembre del 1446. Costantino fu fortunato a riuscire a scappare. Sessantamila persone furono fatte prigioniere e vendute come schiavi in Asia Minore. In un altra epoca, Costantino sarebbe stato uno dei migliori comandanti; purtroppo le sue risorse erano troppo limitate  nonostante la loro abilità combattiva. Nel 1451 Costantino venne incoronato imperatore bizantino a Mistra dopo la morte del fratello Emanuele a Costantinopoli. Allora partì verso la grande città, ma nemmeno su una nave bizantina, dato che l’impero era vicino alla bancarotta. Una triste indicazione di quel che rimaneva di quel che era stato un grande impero.

I suoi fratelli gli succedettero nella Morea. Demetrio Paleologo effettivamenti regnò sulla parte ovest e Tommaso il Paleologo sull’altro VERSANTE. Nel 1453, l’Impero bizantino finì completamente quando il sultano Maometto prese Costantinopoli dopo un’incredibile eroica difesa da parte di Costantino, che rifiutò di arrendersi.

La Morea era ora una regione greca indipendente. Il despotato avrebbe potuto sopravvivere per molti altri decenni, eccetto per un fattore importante. I fratelli non erano Costantino. La loro incapacità di governare bene condusse ad una rivolta greco-albanese. Ironicamente, i fratelli permisero agli Ottomani di venire in loro aiuto nel 1456. Invece di imparare la proficua lezione, continuarono con il malgoverno, convenientemente dimenticarono di pagare il tributo al sultano trovarono modi di offendere gli ottomani.

Nel 1460, un contrariato Maometto chiamò a raccolta le sue truppe e invase la Morea. Demetrio venne catturato mentre Tommaso fuggì a Venezia. Entro settembre quasi tutta la Morea era sotto il dominio ottomano. Un altro territorio greco indipendente era finito.

Se ci fossero stati governanti migliori, la Morea sarebbe durata ben oltre il seguente secolo. Il sultano era più interessato a conquistare il Mare Nero ed i Balcani piuttosto che i fastidiosi greci.

Esternamente, le roccaforti greche indipendenti di Trebisonda e del Ponto erano state conquistate nel 1461 dopo un assedio di sei mesi contro il Re Davide Conmenus e il principato di Theodora caduto nel dicembre del 1475.

Il castello era stato costruito verso il 1280, o forse dopo, dai Latini. Una città si era formata attorno al castello era era fornita d’acqua dal fiume Foinikas che scorreva dalla montagna Panchaico nell’Achea.

Il castello di Salmenikò sulla montagna fu forse l’ultimo avamposto Bizantino nella Morea a rimanere fuori dal dominio ottomano. Comandata da Graitzas Paleologo, la guarnigione con parecchi abitanti tennero lontano i turchi. I cannoni erano inefficaci contro le forti mura. Quando gli ottomani riuscirono a bloccare le forniture d’acqua ed a circondarli, gli assediati cominciarono a calare delle spugne con delle corde per inzupparle d’acqua. Finchè i giannizzeri non cominciarono a distruggere le corde. La fine eventualmente arrivò a luglio 1461, quando il sultano concesse il libero passaggio ai combattenti. Egli rispettò le loro capacità combattive. Purtroppo, dopo la sua partenza, il suo rappresentante, un greco, scelse di ignorarne le direttive. I primi uomini che cercarono di uscire grazie all’offerta del sultano, venne aggrediti e probabilmente arrestati. Graitzas allora decise di tenere il forte. Sapendo che l’assedion sarebbe finito male, ed essendo un Paleologo senza paura come Costantino, si aprì un varco verso l’uscita. Le sue superiori capacità guerriere contro un numero superiore di ottomani, permise ai suoi soldati di fuggire verso la fortezza veneziana di Lepanto; Venezia controllava anche Nafplion. Methoni e Koroni. 

 Il Paleologo divenne subito comandante nell’esercito veneziano, continuando la sua lotta contro gli ottomani negli anni seguenti. Tristemente, 6000 abitanti di Salmenikò furono venduti come schiavi e 900 ragazzi mandati nel famigerato corpo dei giannizzeri.

Salmenikò potrebbe essere stata l’ultima zona davvero greca, anche se la penisola confinante con la Laconia, godette un certo livello di indipendenza. A quei tempi tutti i potenziali conquistatori ebbero difficoltà a raggiungere la zona a causa dell’alta catena di montagne e dei villaggi inaccessibili. Il Mani aveva dalla sua parte la natura e la  geografia. Così come pure il castello di Salmenikò. Il nome stesso significa secco o senza alberi.

Il Mani è una zona interessante. Furono convertiti dal paganesimo solo verso il nono o il decimo secolo. Ancora grazie al loro isolamento furono virtualmente dimenticati dal cristianesimo. Il Mani resistette contro gli ottomani, anche se in verità, gli ottomani non volevano disturbare il Mani. Forse proprio come Asterix e Obelix nella Gallia!

Mandare un ottomano a farsi pagare le tasse nel selvaggio Mani  non era facile per nessuno. Di conseguenza il duro e fiero Mani era di fatto una regione semiautonoma che più o meno conservava le sue antiche tradizioni e usanze nonostante la caduta della Morea. In effetti gli ottomani avevano un Bey di lingua greca per governare la penisola del Mani il quale era pure capo militare e giudice.

Nel 1700, il Mani divenne la base dei banditi greci, conosciuti come il nome di Klepti. I banditi combatterono contro il gli ottomani e altri stranieri. Nel 1800, fu il Mani a sentire che la la fine dell’impero ottomano era vicina, e sotto l’ultimo Bey del Mani,  l’energico Petros Mavromichalis, dichiarò l’inizio della rivoluzione greca ad Aeropoli il 17 marzo. Il mani iniziò subito la lotta per mezzo dei Klepti and altri combattenti che erano già pronti da decenni.

Uno dei grandi personaggi del Mani fu Theodoros Kolokotroni che era nato nel villaggio di Ramavouni nel 1770. Veniva da una famiglia di Klepti. Nel 1822 sconfisse gli ottomani guidati da Mahmud Dramali Pasha alla battaglia di Dervenakia. Nel 1825 venne nominato comandante dell’esercito greco. L’ultimo generale della Morea, Graitzas Paleologo sarebbe stato contento di questo risultato. La guerra di indipendenza greca era adesso guidata da combattenti e capi della vecchia Morea. Il nome Morea era stato dimenticato al tempo della rivolta e la seguente creazione della Grecia, e forse insieme ad esso, anche nomi come Salmenikò ed i Paleologo. Sebbene il loro spirito guerriero non venne mai dimenticato e vive ancora nella regione. Lo sento aleggiare ogni volta che mi trovo da quelle parti.

Billy Cotsis è anche autore di 1453: Costantinopoli & i Regnanti Immortali. Uscito da poco nelle edicole.

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